MANOVRA CORRETTIVA (DL n. 50/2017): NOVITA’ FISCALI

CIRCOLARE N°17/SR-8F

 Il DL n. 50/2017, pubblicato nella GU del 24/04/2017 e più noto come “manovra correttiva” dei conti pubblici per il 2017 richiesta all’Italia dall’UE per circa 3,4 miliardi/€, introduce, con efficacia immediata, importanti novità fiscali per imprese, cittadini e professionisti; il decreto dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua approvazione.


Il provvedimento interviene incisivamente su molteplici materie: le novità di maggiore interesse destinate ad incidere sulla gestione quotidiana degli operatori commerciali riguardano la riduzione temporale del diritto alla detrazione Iva, le modalità di compensazione di imposte e contributi nel modello F24, l’estensione dello split payment Iva. Il decreto interviene inoltre sulla programmazione dell’aumento delle aliquote Iva e delle accise sui carburanti, illustrando le linee guida dei futuri provvedimenti

Riduzione temporale del diritto alla detrazione Iva

 

Il DL n. 50/2017, interviene sui termini temporali del diritto alla detrazione Iva sugli acquisti. Il decreto ha novellato l’art. 19, comma 1, del DPR n. 633/1972 che ora recita: “il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo”.

 

Per effetto della modifica normativa, il diritto alla detrazione Iva potrà essere esercitato entro e non oltre i termini per la dichiarazione Iva relativa all’anno in cui il diritto è sorto: nella sostanza, il diritto alla detrazione Iva sugli acquisti effettuati nel 2017 potrà essere esercitato entro aprile 2018, termine ultimo per la dichiarazione Iva per l’anno 2017. In pratica ci sarà meno tempo per far valere la detrazione per tutte quelle fatture che, per qualsiasi ragione, non venissero registrate nel mese/trimestre di ricevimento.

 Per eventuali acquisti effettuati nel 2016 e non detratti al momento dell’entrate in vigore del cit. DL, c’è da auspicare un intervento chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate o del Legislatore in sede di conversione

Nuove modalità di compensazione imposte e contributi nel modello F24

A decorrere dal 24/04/2017, il limite per le compensazioni nel modello F24 di crediti fiscali di qualsiasi natura (Iva, Irpef incluse le addizionali, Ires, Irap, ritenute) senza visto di conformità scende da 15.000 € a 5.000 €: pertanto, a partire dal periodo di imposta 2016, laddove le dichiarazioni presentino crediti fiscali superiori ai 5.000 €, sarà necessario apporre ai modelli dichiarativi il visto di conformità ai fini dell’utilizzo in compensazione dei crediti nel modello F24.

 Inoltre, il DL n. 50/2017 introduce per i soggetti titolari di partita Iva l’obbligo di inviare telematicamente tramite Entratel/Fisconline i modelli F24 contenenti compensazioni, anche parziali, con i crediti fiscali, ivi inclusi i crediti d’imposta da indicare nel quadro RU quali il recupero accise sui carburanti per autotrazione: pertanto, a prescindere da visto di conformità, natura e importo del credito spettante, i contribuenti titolari di partita Iva non potranno più effettuare nessuna compensazione, neppure parziale (cioè F24 con saldo maggior di zero), mediante i servizi home banking del proprio istituto di credito.

 Al contrario, i soggetti non titolari di partita Iva potranno continuare ad utilizzare i servizi home banking della propria banca quando il modello F24 contiene crediti fiscali utilizzati in compensazione ma con un saldo finale maggiore di zero; viceversa, nulla cambia per gli F24 a saldo finale zero i quali, come in passato, dovranno essere presentati via Entratel/Fisconline anche dai non titolari di partita Iva.

 Infine, non sarà più possibile compensare con modello F24 le imposte richieste dagli Uffici a seguito di recupero di crediti indebitamente compensati, che dovranno quindi essere obbligatoriamente versati.

 Estensione dello split payment

Il regime dello split payment, cioè la scissione dei pagamenti ai fini Iva già attiva per le forniture alle Pubbliche Amministrazioni da parte delle imprese, subisce una estensione a partire dal 1° luglio 2017.

 Il meccanismo della scissione dei pagamenti si applicherà infatti anche alle operazioni attive verso le Amministrazioni Pubbliche finora escluse quali le società partecipate dallo Stato, nonché alle operazioni verso le società quotate, ivi incluse loro controllate e collegate, inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano; rientreranno inoltre in questo speciale regime anche i compensi per prestazioni professionali e/o di servizi a favore delle Pubbliche Amministrazioni assoggettate a ritenuta alla fonte a titolo d’acconto, così come vi rientreranno anche i compensi per servizi di agenzia e intermediazione finora esclusi.

 Si conferma invece l’esclusione dalla split payment per le DCR emesse dalle farmacie: resta inoltre invariato il regime ordinario per le fatture emesse dalle farmacie verso gli Enti Pubblici.

Aliquote Iva e accise sui carburanti: linee guida

Le leggi di stabilità dell’ultimo biennio hanno previsto clausole di salvaguardia dei conti pubblici: in caso di mancata centratura degli obiettivi di bilancio, sono stati programmati interventi automatici e graduali di aumento delle aliquote Iva e delle accise sui carburanti a partire dal 01/01/2018.

 Con il DL n. 50/2017 l’attivazione delle clausole di salvaguardia non è stata scongiurata ma solo parzialmente attenuata, ferma restando la possibilità di ulteriori interventi nella seconda parte del 2017. In particolare il decreto ai fini Iva detta le seguenti linee previsionali in materia di incremento delle aliquote:

Aliquota Iva attuale

2018

2019

2020

2021

10%

11,50%

 

 

 

22%

25%

25,40%

24,90%

25%

Riguardo invece alle Accise sui carburanti l’aumento, da definire, scatterebbe dal 2019.

03/05/2017 

Div. Studi & Ricerche