Interessi bancari e Anatocismo: nuove regole ed effetti

17/BD-3SF

Il 1° ottobre 2016 sono entrate in vigore le nuove norme in tema di anatocismo con riferimento ai contratti bancari – mutui, finanziamenti, affidamenti, scoperti di conto e aperture di credito - (delibera Cicr 343 del 03/08/2016 in attuazione dell’art. 120 del Testo Unico Bancario): gli effetti delle nuove regole saranno tangibili a partire dal 1° marzo 2017. 

Preliminarmente, ricordiamo che per anatocismo bancario si intende quel fenomeno in base al quale gli interessi passivi producono ulteriori interessi a carico del debitore in forza del meccanismo di capitalizzazione composta degli stessi, dal che discende la crescita esponenziale del debito e dei corrispondenti ulteriori interessi passivi. Il codice civile, sin dal 1942, confina la capitalizzazione composta degli interessi passivi solo a limitate e marginali fattispecie: la prassi del sistema bancario italiano, tuttavia, è stata per decenni quella dell’applicazione generalizzata dell’anatocismo senza distinzione di fattispecie, dal che sono discesi innumerevoli contenziosi conclusisi, in condanna delle prassi bancarie, con il principio spartiacque sancito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 2593 del 2003.

Con la richiamata delibera Cicr n. 343/2016 si pone uno stop alla prassi dell’anatocismo bancario poiché si statuisce il principio in base al quale nelle operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito “gli interessi debitori maturati non possono produrre interessi, salvo quelli di mora”: a decorrere dal 01/10/2016 tutte le banche hanno dovuto necessariamente adeguarsi al disposto del decreto ministeriale.

 Cosa cambia

Le principali novità sono due: 

  1. Gli interessi debitori e gli interessi creditori debbono avere la medesima periodicità, comunque non inferiore a un anno; gli interessi, che attualmente sono conteggiati con cadenza trimestrale, andranno d’ora in poi conteggiati al 31 dicembre di ciascun anno e divengono esigibili non prima di 60 giorni da tale termine (in sostanza divengo esigibili dal 1° marzo).  
  1. Gli interessi periodicamente addebitati (capitalizzati) non possono produrre interessi ulteriori (in sostanza gli interessi addebitati con riferimento ad un determinato periodo temporale, non possono essere computati come ulteriore base di calcolo per gli interessi dovuti per il periodo successivo)

In altri termini, gli interessi creditori e debitori maturati in un determinato anno devono essere conteggiati separatamente e divengono esigibili a decorrere dal 1° marzo dell’anno successivo a quello in cui essi sono maturati. Gli effetti di maggior rilievo delle nuove regole riguardano l’addebito degli interessi passivi, tema sul quale sono incentrate le presenti note.

 La banca, riguardo agli interessi passivi, non è più autorizzata ad addebitarli direttamente sul conto del cliente, necessitando di una specifica e preventiva autorizzazione scritta da parte del correntista: come illustreremo nel successivo paragrafo, è il caso di non concedere, almeno in questa fase iniziale, detta autorizzazione alla banca perché essa consente all’istituto di credito di continuare ad applicare l’anatocismo, sia pure con valuta 1° marzo di ciascun anno. Si rammenta che il correntista può comunque revocare in ogni momento l’autorizzazione eventualmente già concessa.

Modalità di addebito degli interessi passivi

L’attenzione deve incentrarsi sulle modalità di addebito degli interessi passivi: infatti, in funzione della scelta che il correntista opererà (concessione o meno di autorizzazione all’addebito), si potrà determinare o meno la continuazione dell’applicazione dell’anatocismo da parte della banca. 

Si forniscono alcuni esempi delle possibili alternative: 

  • Il correntista firma l’autorizzazione

Se il conto corrente permane in rosso, si concretizza un anatocismo annuale poiché gli interessi passivi, una volta addebitati il 1° marzo, faranno maturare a loro volta interessi (dal 01.03 al 31.12) poiché essi verranno capitalizzati concorrendo all’incremento del saldo negativo di c/c. 

  • Il correntista non firma l’autorizzazione

In tal caso si concretizzano le seguenti opzioni 

-          c/c con saldo positivo: la banca opererà una compensazione legale tra interessi passivi e le disponibilità di conto. 

-          c/c con saldo negativo: la banca non può procedere all’addebito in conto degli interessi passivi, potendosi verificare alternativamente quanto segue: 

a)      il cliente rende disponibili i fondi a copertura degli interessi passivi maturati (modalità da concordare con la banca); 

b)      se previsto dal contratto di c/c, le prime somme che affluiranno sul conto saranno utilizzate dalla banca per estinguere il debito per interessi passivi; 

c)       se il correntista non paga gli interessi passivi e non ne autorizza l’addebito in conto, la banca avvia la procedura di messa in mora del cliente con l’applicazione dei relativi interessi e l’avvio delle procedure legali. 

Effetti sui bilanci delle aziende affidate

La nuova periodicità di determinazione e addebito degli interessi passivi, esplica effetti sia sui bilanci infrannuali che sul bilancio di esercizio delle aziende affidate in regime di contabilità ordinaria. Il mancato addebito trimestrale degli interessi, rende necessaria una integrazione “extra contabile” fondata su valori di stima degli stessi laddove si renda necessaria l’elaborazione di un bilancio infrannuale: in caso contrario, la situazione periodica non sarebbe né rappresentativa né confrontabile con quella del corrispondente periodo dell’esercizio precedente.  

Parimenti, in sede di chiusura del bilancio di esercizio occorrerà imputare al 31/12 gli interessi annuali come liquidati alla data del successivo 1° marzo, rilevando l’intera posta contabile tra i ratei passivi alla data di chiusura dell’esercizio. 

Infine, si raccomanda di adeguare la programmazione finanziaria della propria azienda alle nuove scadenze annuali onde evitare l’insorgere di potenziali deficit di cassa concentrati in un arco temporale ristretto.   

10/03/2017

                                                              Div. Business Development